Stefano Carofei                                                                 

fotoreporter
 
 
L' isola che c'è


Alle 9 in punto si parte a bordo della barca di Friendship , associazione umanitaria che opera nella zona con progetti sanitari e di sviluppo economico sostenibile.

Destinazione Isola di Bojradiarkhata al centro del grande fiume Bramaputra ,regione di Chilmari , Kurigram,a soli dieci kilomentri dal confine nord – est con l' India. A causa della sua conformazione e delle condizioni idrogeologiche di questo luogo particolare, l' isola resta miracolosamente immune alle grandi ondate di piena che così spesso devastano la zona, sfigurandone l' orografia e annientando in pochi giorni qualunche tentativo di insediamento duraturo. Ma Bojradiarkhata , nonostante tutto resiste, e dunque nel 2005 ,Friendship mette in piedi un progetto di sviluppo integrato, che comprende la scolarizzazione primaria, la formazione professionale dei giovani e soprattutto delle donne,in particolare nel settore tessile, la prevenzione delle malattie e degli incidenti più comuni, valorizzando e razionalizzando al contempo il piccolo allevamento e l' agricoltura tradizionale del luogo.

Dopo un' ora di sonnolenta navigazione , a bordo della barca interamente costruita con il bambù sapientemente intagliato, si arriva all' approdo. Un sentiero attraversa il piccolo campo coltivato a mais e sul primo slargo erboso ecco le scuole. Le classi, ordinate e assolate, sono di lamiera. I banchi, accatasti al lato dell' aula, lasciano spazio al centro, dove i bambini , acrobaticamente seduti a terra, sono intenti a seguire l' esercitazione di matematica. Sebbene l'istruzione primaria è gratuita e obbligatoria in Bangladesh, l' inaccessibilità di luoghi come questo impedisce a molti bambini di partecipare ai programmi di educazione tradizionale. Friendship dunque, avvalendosi della collaborazione di personale specializzato e di operatori del luogo, assicura le lezioni quotidiane su tutte le materie fondamentali. Fuori, in direzione del fiume, per centinaia di metri, si allungano le coltivazioni di riso. La stagione secca consente ora di piantare a stretto ridosso dell' acqua, rubando spazio al fango dell' argine, mentre nelle zone più interne, il terreno, inaridito e indurito dal sole, viene lavorato per preparare nuove coltivazioni. Nessuna macchina agricola. Zappe , falcetti e bastoni sono gli unici strumenti che, uomini e donne insieme, usano dall' alba al tramonto per muovere la terra, battere la legna , costruire le baracche e le piroghe . E' al centro del villaggio tuttavia, si trova il fulcro del progetto di sviluppo pensato da Friendship. La fabbrica tessile. Un capannone anch' esso di lamiera, ospita una decina di telai e di filatoi ai quali lavorano le donne di Bojradiarkhata . I filatoi sono realizzati riadattando le ruote e le pedivelle delle biciclette, i telai, anche' essi completamente meccanici, vengono azionati a pedale e a braccia. Le mani delle lavoratrici si muovono agili e velocissime. La produzione dei teli multicolorati, alla base di tutto l' abbigliamento locale, va avanti velocemente. Lo scopo del progetto è quello di fornire alle partecipanti la formazione professionale sufficiente ad intraprendere la strada della produzione tessile, cercando nuove forme di reddito e di impresa che diano garanzie più stabili e durature, soprattutto in un territorio come questo.

Alle spalle della fabbrica, superata la grande buca pensata per l' invaso per le acque, che i bambini però preferiscono usare come piscina, in una sorta di piazza, c'è l' healt center, il presidio sanitario.Qui Friendship organizza sessioni di vaccinazione a intervalli regolari per ridurre al minimo i tassi di mortalità , sia dei bambini che delle mamme. Nell'ambito di questo programma , i bambini di età compresa tra 0 a 1 anni e le donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni vengono periodicamente vaccinati per la prevenzione di malattie mortali. Si cerca inoltre di agire sui comportamenti quotidiani , per migliorare lo standard sanitario di base. Nella piazzetta del villaggio, settimanalmente, vengono organizzate lezioni sul trattamento a casa delle malattie più diffuse, come la diarrea o i piccoli incidenti domestici, sul trattamento delle donne incinte, e vengono fortemente incentivati i comportamenti individuali virtuosi, come l' igiene personale o l' uso delle latrine. Le donne seguono con attenzione le indicazioni degli operatori , i bambini , anch' essi coinvolti nelle spiegazioni, apprendono velocemente i metodi elementari di prevenzione e cura.

Al fabbisogno alimentare del villaggio provvede il piccolo allevamento. A ridosso di ogni abitazione agnelli capre e polli si aggirano frettolosi, creando ulteriore occasione di gioco per i bambini.Tantè che alcune capre vengono prudentemente fatte pascolare al guinzaglio; le piccole mandrie invece, sono portate al pascolo sulle isole adiacenti, dove i terreni non sono occupati dalle coltivazioni di mais o di riso.

Il villaggio si conclude sulla sponda opposta e riprendendo lo stesso sentiero in senso inverso si torna all' approdo.La barca intanto è stata presa d' assalto da piccolissimi pirati seminudi che ne hanno approfittato per un bagno e per una sfrenata serie di tuffi. A fatica il motore riparte , e lentamente, come tutto qui, si torna alla base. L'isola di Bojradiarkhata, malgrado tutto, resiste.


Stefano Carofei